Malattie correlate all’amianto: il mesotelioma

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Denominata la fibra killer, l’amianto ha causato circa 3000 morti l’anno. Il materiale, conosciuto con il nome di Eternit per via dell’omonima azienda produttrice di fibro-cemento con sede nel comune di Casale Monferrato, è conosciuto una larga diffusione nel settore dell’edilizia soprattutto negli anni tra il 1970 e il 1990. Nel 1992 in Italia l’amianto viene messo al bando con la Legge 257/1992, vietando la produzione e l’uso di manufatti contenenti amianto in tutto il territorio nazionale.

Se è vero che il divieto di produzione ed utilizzo dell’amianto in Italia risale a più di venti anni fa, l’amianto ha continuato ad uccidere. L’Italia è, ancora oggi, uno dei Paesi più colpito dalle patologie amianto-correlate, tra queste il mesotelioma pleurico.

Le fibre di amianto, se inalate, si depositano all’interno dei tessuti e attirano a sé i macrofagi, cellule che hanno la funzione di inglobare le particelle esterne e distruggerle. Questi tuttavia non riescono a distruggere le particelle di asbesto che, di conseguenza, causano un’infiammazione cronica che con il trascorrere del tempo può trasformare le cellule sane in cellule tumorali.

Apice di mesoteliomi tra il 2020 e 2025

Il tempo di latenza dei tumori legati all’amianto è piuttosto lungo, raggiungendo anche i 40 anni. Considerando ciò e il periodo di massima diffusione dell’amianto, alcuni studiosi prevedono un picco di casi di mesotelioma intorno al 2020-2025. In questo caso, la diagnosi precoce è impossibile. A partire dalla diagnosi, secondo i dati, solamente il 10% di questi sopravvive 5 anni; la percentuale di coloro che sono in vita dopo 5 anni dalla diagnosi è invece del 12-13%. Dati spaventosi ed allarmanti che vedono come unica via per un miglioramento della situazione la bonifica dell’amianto.

Cos’è il mesotelioma?

Il mesotelioma pleurico è, insieme al tumore al polmone, una delle principale patologie legate all’amianto. Questo tipo di tumore colpisce le cellule che compongono il mesotelio, ossia la membrana che copre la superficie esterna di pleura, peritoneo e pericardio.

Bonificare gli edifici è l’unica soluzione che consentirà in futuro di registrare un calo dei casi di tumore. In Italia infatti sono ancora tantissimi i siti contaminati. Tristemente celebri alla cronaca il già citato caso dell’Eternit di Monferrato e quello della Fibronit di Broni. I casi di malattia potranno ridursi quando a risursi sarà anche il rischio di esposizione all’amianto.

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